Grattacieli e piante

L'economia circolare in Italia: uno sguardo d'insieme

Lo stato dell’economia circolare nelle imprese italiane lascia ben sperare per un futuro più sostenibile. Il nostro Paese si distingue come uno dei più virtuosi nella transizione verso un modello produttivo circolare. Ma qual è il quadro completo della circolarità in Italia? A questa domanda risponde l’approfondimento “Economia circolare: una leva per la competitività delle imprese”, realizzato dalla Direzione Strategie Settoriali e Impatto del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Le imprese italiane e le pratiche di economia circolare

Nel 2024, quasi la metà delle imprese italiane ha dichiarato di aver adottato almeno una pratica di economia circolare. Il riciclo rimane la strategia più diffusa, mentre sono meno comuni le soluzioni volte a prolungare la durata d’uso di prodotti e componenti. La circolarità conviene, come viene mostrato dal risparmio sui costi di produzione pari a 16 miliardi di euro. Questo, però, è solo il 15% del potenziale teorico stimato al 2030.

L'Italia tra i leader europei della circolarità

Come già anticipato, l’Italia si distingue in Europa come uno dei Paesi più in linea con i modelli di produzione circolare e le linee guida di sostenibilità. In particolare, le performance migliori sono ottenute relativamente al tasso di avvio a riciclo dei rifiuti totali (urbani e speciali), alla produttività delle risorse, ovvero la massimizzazione del valore economico generato per unità di consumo di materia, e il tasso di utilizzo di materiali circolari, che nel 2023 è arrivato al 20,8%, quasi il doppio della media UE (11,8%). Le pratiche di economia circolare abbracciano l’intero ciclo di vita di un prodotto, dallo sviluppo al post-utilizzo.

Le sfide per le PMI e il ruolo del supporto istituzionale

Tuttavia, in Europa prevalgono ancora iniziative focalizzate sulla fase del post- utilizzo, riflettendo la forte attenzione che il nostro Paese e molti altri dedicano al riciclo, che ha raggiunto un tasso medio di adozione del 60%. Il 42% delle imprese italiane ha già adottato almeno una misura di economia circolare e un ulteriore 22% intende farlo in futuro. Lo studio di CDP offre un quadro completo sul livello di adozione di pratiche circolari nell’ambito dei business italiani. Il tasso di adozione è del 46% tra le grandi aziende, mentre si ferma al 37% tra le piccole. CDP sottolinea come le persistenti barriere strutturali e operative (come la difficoltà di accesso al credito e la mancanza di know-how) continuino a rappresentare un ostacolo per le PMI, portando ad un aumento, rispetto al 2022, della quota di imprese meno inclini a intraprendere percorsi di economia circolare.

Come accelerare la transizione circolare?

Per valorizzare i progressi già compiuti e incentivare una più ampia adozione dell’economia circolare, è fondamentale un maggiore supporto istituzionale. Migliori accessi agli investimenti, un sistema di finanza sostenibile e un solido apparato formativo sono elementi chiave per aiutare le imprese, in particolare le PMI, a superare gli ostacoli e abbracciare un futuro più sostenibile.

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